#100HappyDays

fotoConfessione del giovedì: tra le categorie che racchiudono i passatempi di questo periodo, ve n’è una che non posso dire che si classifichi prima alle olimpiadi dei passatempi per dignità o utilità o arricchimento dell’animo umano.
Per la prima volta dal 2008 –con esclusione dei mesi in cui lavorai come social media manager – mi ritrovo ad accedere alla home di Facebook con un ritmo che si avvicina di molto a quello cardiaco. Di un cuore tachicardico. Continua a leggere

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Epifanie

ImageA una decina di giorni dall’uscita dall’ospedale, con la benedizione dei neurochirurghi, mia zia mi tolse delicatamente il cerotto a protezione della ferita, con uno strappo che manco la ceretta all’inguine.
Facendomi due conti (evidentemente senza l’oste), mi ero preparata a un’incisione di circa 6 o 7 centimetri.
No. Non sono sei. Non sono dieci.
Sono diciassette. Di-cias-set-te. Misurati.
Per molti giorni ho inconsciamente e erroneamente maturato astio verso una cicatrice che reputavo esagerata.

Fino ad oggi. Continua a leggere

Non sapevo di essere incinta

seriouslyBreve incursione a casa mia.
Apro il portone. Sulla scala all’ingresso il portinaioR. (che è il meglio portinaio del mondo) e il Signor BaBof (così soprannominato in mancanza del nome reale).
Il Signor BaBof ha circa 90 anni, portati grandiosamente, se non fosse per la memoria a breve termine ormai non molto in forma e la camminata alla Charlie Chaplin con moviola. Continua a leggere

La volta che addentai il mio primo onigiri

IMG_2704_blogLa mia forzata inedia non mi permette ancora di avere pillole di vita nuove e sfavillanti da poter riportare in questo spazio. (Ma manca poco, gente, manca poco!)
Giorni fa, però, l’amicaW., di nazionalità giapponese, ma ormai più italiana di tanti italiani che conosco (e in senso positivo, grazie al cielo), mi comunicò che voleva venirmi a trovare.
L’amicaW. la conobbi per lavoro: è una formidabile interprete che guida magistralmente gruppi universitari giapponesi nel mio luogo di lavoro e che guidò magistralmente noi in terra nipponica (evitandoci parecchie figure).
Partita dall’Italia con noi, in direzione Aeroporto di Osaka, l’amicaW. mi iniziò alla vera cucina giapponese – in confronto, i nostrani all you can eat pieni di roll al salmone e philadelphia, sono l’equivalente di una carbonara britannica a base di panna e funghi –, già mentre sorvolavamo le terre siberiane. Continua a leggere

Se solo potessi diventare un cordon bleu

funny-cool-illustrations-chicquero-stoneImmaginate una meravigliosa e calda giornata d’estate.
Immaginate che sia la vostra prima vacanza dopo mesi e, per l’occasione, vi trovate a ridosso di una spiaggia con sabbia invitante e un mare cristallino.
Vi affrettate a prendere posizione per la vostra prima giornata di sole e mare: scegliete con cura il territorio, organizzate i vostri averi, stendete con cura l’asciugamano.
Ora vi guardate in giro e, dopo una sommaria riflessione, decidete che non c’è motivo per aspettare: vi spanciate allegramente in acqua fino a quando ne avete abbastanza.
Trotterellate allegri tornando al vostro posto (cercando possibilmente i ottenere un effetto Baywatch anni ’90) e vi sdraiate con cura evitando di impanarvi.
Finalmente: pancia all’aria, sole sul viso, profumo di mare.
D’improvviso, eccolo, lo sentite. È lì, proprio lì. Quasi lo sentite anche sogghignare. Continua a leggere

Da Murakami al pesce Bob, ovvero, come sopravvivere all’immobilità

downloadQualche settimana fa, raggiunto il grado 7.8 della scala decimale di rilassatezza che va dal panda gigante sornione al lemure caffeinomane, tutto ciò che desideravo era poter avere il tempo di dormire quelle 76 ore di seguito per potermi ricaricare e ripartire.

Come sappiamo (e per chi non lo sapesse, basta dare un occhio qui), il destino ha voluto che una sorta di vacanza me la prendessi forzatamente. Ora, potremmo pensare che, nella disgrazia, tutto ciò rappresenti una meravigliosa occasione per riposarsi, rilassarsi e dedicarsi ai propri passatempi preferiti.

Ecco, no. Continua a leggere

Sono uscita di casa, di mattina. Tre settimane fa.

batmanMolti anni fa, ai gloriosi tempi di Splinder, avevo un blog. Lo aggiornavo costantemente e avevo un discreto numero di dialoghi tra i commenti.
Da un giorno all’altro smisi di scriverci, non so ancora oggi il perché. Ma tant’è. In un momento, sparii. Puf.
Ormai quelle pagine non esistono più, dal momento che Splinder, il grande e glorioso, è affondato qualche stagione fa.

La domanda, se mai potesse sorgere, sarebbe spontanea: perché son di nuovo a scrivere su una piattaforma (ancora più grande e gloriosa del defunto splinder)?

La storia non è breve, purtroppo.

È una catena di eventi, iniziata esattamente tre settimane fa. Continua a leggere