Svezzamenti over 25

foto-minion-dave-en-gru-2,-mi-villano-favorito-807Stamattina mi sono svegliata sgargiante (per citare l’infermiera rock’n’roll mentre descriveva la mia camminata a 4 giorni dall’intervento).

Mi son preparata allegra, mi sono seduta in macchina fiduciosa, ho aspettato millenni per pagare il ticket prima e per la visita dopo canticchiando.

Il dottore nichilista ha guardato lastre, fatto misurazioni, tastato ferite.
Dopo un lapidario “Potevano metterle un po’ meglio ‘ste viti” che mi ha fatto perdere 95 anni di vita, ha stabilito che, sì, va tutto bene, senza dimenticarci che la situazione potrebbe pur sempre precipitare da un momento all’altro senza preavviso, e che posso iniziare lo “svezzamento” (cit.) dal mio amico corsetto C-35.

Sono uscita ancora più sgargiante e sono andata a lavorare.
La mia fiducia nei confronti del mio corpo, che reputavo un buono e fidato amico, mi ha fatto abbandonare il corsetto per un po’ di tempo. Forse un po’ troppo.

Insomma son passata dall’allattamento materno alla torta sacher in mezza giornata.

Alle 15 mi hanno cacciata a casa.
E quindi ero qui, a guardare sognante Jonathan Rhys Meyers nei panni di Dracula, in piena ammirazione del suo addome dei suoi occhi della sua bravura nell’utilizzo di un perfetto accento americano, quando mi suona il campanello.

Con la velocità di un panda adulto in piena fase digestiva, mi sono alzata e avviata alla porta. Una volta aperta, il nulla.
D’improvviso una voce dalle scale urla:”Un attimooooo, non era uno scherzoooo”.
Al palesarsi di un ragazzo tra i 20 e i 25 con un gilet dell’Unicef, il marsupio e una cartelletta con fogli non identificati, la mia faccia contrita già parlava da sé.
“Scusa, ma non è il momento” (I tizi Unicef visitano il mio condominio ogni due settimane, perciò se non è oggi sarà la prossima volta)
“Ah, sì. Beh, non è che c’è qualcuno di più grande in casa con cui posso parlare?”

Smarrimento.
Starà parlando con me? Avrà perso le lenti a contatto?
Avrà forse uno di quegli infidi auricolari invisibili che ti fan fare figure di merda?
Signori, smar-ri-men-to. Totale.
Il primo pensiero: “Io i 18 anni li ho compiuti. Ho fatto pure una festa, nel 2004”
Secondo: “Forse no?”
Terzo: “Massì, massì, nel 2015 mi scade pure la patente. Di già. Cazzo.”
Sono però riuscita ad articolare una sola frase.

“Qualcuno di più grande?!?” Occhio sbarrato nell’incredulità.
“Sì, tipo la mamma”
“Ho tipo ventisette anni…”
“Urca”

Poi è scappato, rotolando dalle scale, probabilmente.

Io son tornata a svezzarmi, invece.

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