Bilanci e resoconti a otto settimane

foto-8Ho trascorso il mio ennesimo venerdì sera tra il divano e il letto e mi appresto a farlo anche per questo sabato.
A quest’ora, domani, saranno passate otto settimane esatte. Capirete bene che tentare di salvarsi dal fare la muffa, pur essendo essenziale, non è un compito facile.
Lo svezzamento (verso il quale ho troppo spesso un atteggiamento troppo ottimista) mi fa vivere ancora parecchie ore a guardare il soffitto, soprattutto la sera. Insomma, ancora oggi ho tutto il tempo del mondo per elucubrare sull’universo e sullo stato del mio fisico.

Punto della situazione dal giorno che fu a oggi:

    1. Uscite sociali: due (serali). Una cena di compleanno a inizio marzo e un aperitivo domenica scorsa.
      Responso: la prima uscita è stato un dramma doloroso. Fisicamente doloroso. Ho cercato di essere il più stoica possibile, con dubbi esiti sulla faccenda. La seconda uscita già un successone di tre ore di alcol e cibo. Tatticamente scelto il posto di fiducia di sempre, con camerieri broccolanti che, per essere onesti, aiutano l’autostima di una persona che, allo stato attuale, cammina esattamente come Dick Van Dyke ballava insieme ai pinguini.
    2. Situazione lavorativa: Inizio alle 8.45 anziché alle 7.30/8.00 come prima, per poter recuperare un po’ di resistenza e spalmarla sulla giornata.
      Potrei andare a casa verso le 14, o le 15. E invece no perché ho dei princìpi da rispettare e da sbandierare.
      Responso: Lunedì da leone, mercoledì col fiatone e venerdì da coglione.
    3. Passatempi: necessariamente conseguenti dal punto 2. Quando ancora ero in convalescenza avevo trovato molteplici attività (salutiamo tutti insieme il pesce Bob), più o meno discutibili per tirar sera; ora le poche forze che mi rimangono al tardo pomeriggio mi sono attaccata morbosamente a un passatempo di cui, purtroppo, non riesco ad andar fiera. Ma neanche un po’. Si chiama Il banco dei pugni, che in inglese diventa Hardcore Pawn e che nella pronuncia di Detroit suona un po’ come hardcore porn.
      Colpa di Dmax, anzi di Real Time che ha cambiato la programmazione e mi ha fatta optare per il canale 52. Ma, dato che a me un paio di episodi al giorno fanno un baffo, mi son trovata tutte le stagioni in streaming (per i più temerari e senza pudore, ecco: hardcorepawn.eu).
      Responso: Confesso che nello scrivere le ultime righe sono arrossita. Che vergogna.
      Inoltre: faccio un sacco di foto dalla finestra, così, a caso, come potete ben ammirare in apertura di questo post.
    4. Trasporti: i miei genitori han deciso che posso essere in grado di svuotare la lavastoviglie e di fare le lavatrici e stendere ma non di guidare. Han nascosto le chiavi della macchina e messo sottochiave la mia scattante mini-macchina azzurra.
      Certo, ci son sempre i trasporti pubblici.
      Ho la fortuna di vivere in una zona molto servita da tram e autobus. Le linee dei bus sono impraticabili a ogni ora del giorno per una che non può nemmeno essere sfiorata e che, tendenzialmente, dovrebbe sedersi.
      Le linee dei tram… Qualche giorno fa ne ho preso uno per fare circa 5 fermate per andare a recuperare una piccola cosa. Come tutti sanno, a Milano abbiamo questi meravigliosi tram, che io amo e ho sempre amato profondamente, che risalgono agli anni ’20. Sono belli e, sicuramente, più comodi di quelle obbrobriosità verdi e chilometriche dove per sedersi serve una corda da arrampicata e una di sicurezza.
      Dicevo, ho preso il tram. Dieci fermate fra andata e ritorno, seduta, poche persone intorno. Nel ’29 non è che avevano fatto tutti ‘sti passi avanti nell’ammortizzazione e nei sistemi frenanti sicuri ma dolci.
      Sono arrivata a casa con uno stato psicofisico di un post-maratona a piedi nudi.
      Responso: son confinata nel mio quartiere fino a data da destinarsi.
    5. Autonomia domestica: ogni tanto spolvero; pulisco la cucina e il bagno. A breve mi tocca cambiar le lenzuola e sto cercando di pianificare la cosa ingegneristicamente. Ho quasi finito il cibo e non posso portare a casa la spesa.
      Responso: A tratti rischio di venir divorata da nugoli di polvere, ma mi salvo sempre, spolverando e aspirando con una destrezza che neanche ve la spiego.
      Se il piano Lenzuola Pulite fallisce, ho sempre un divano che è stato l’acquisto migliore della mia intera vita, perciò tutt’apposto.
      Mamma Esselunga mi manderà una mail con una consegna gratuita per la spesa online, me lo sento, deve essere così, questione di minuti. Vado a controllare le mail.

Insomma, sopravvivo e sopravviverò.
Poi, un giorno o l’altro, tornerò anche a vivere.

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