Latitanze e ritorni

foto-7Cercavo giri di parole con scuse intrinseche, ma la verità è una, sola e indiscutibile.

Ho latitato.

A Milano è sbocciata una timida primavera che ho guardato perlopiù dalla finestra, tranne che per una fulminea incursione a Santa Maria delle Grazie giovedì e un’uscita pomeridiana, venerdì. Un’uscita calcolata male, questa. Ma male male.
Però il dio del gelato mi ha guidato fuori di casa senza che io potessi opporvi resistenza, in una giornata in cui le scuole erano chiuse e i bambini, travestiti con costumi più o meno apprezzabili, impazzivano per le strade, urlando, correndo e lanciando coriandoli come fossero bombe a mano.
Ne sono uscita (velocemente) indenne.

Poi è arrivato l’8 marzo.

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Sono uscita di casa, di mattina. Tre settimane fa.

batmanMolti anni fa, ai gloriosi tempi di Splinder, avevo un blog. Lo aggiornavo costantemente e avevo un discreto numero di dialoghi tra i commenti.
Da un giorno all’altro smisi di scriverci, non so ancora oggi il perché. Ma tant’è. In un momento, sparii. Puf.
Ormai quelle pagine non esistono più, dal momento che Splinder, il grande e glorioso, è affondato qualche stagione fa.

La domanda, se mai potesse sorgere, sarebbe spontanea: perché son di nuovo a scrivere su una piattaforma (ancora più grande e gloriosa del defunto splinder)?

La storia non è breve, purtroppo.

È una catena di eventi, iniziata esattamente tre settimane fa. Continua a leggere

A fresh new start

gutsLa notte del 31 dicembre avevo i gomiti  appoggiati al parapetto del London Bridge; gli occhi al cielo, a guardare il cielo illuminato dai fuochi d’artificio.

A mezzanotte in punto ho tirato un sospiro di sollievo. Il 2013 era finalmente arrivato al suo termine, con tutti i suoi giorni bui, le sue brutte persone e qualche spiraglio di luce.

Ho iniziato questo 2014 con i migliori propositi, con le migliori speranze.

A neanche un mese dal primo gennaio sono caduta. Male, molto male.
Mi sono fratturata una vertebra in un modo piuttosto brutto, ma la fortuna ha voluto che le mie gambe continuassero ad andare per il mondo. Continua a leggere