G.J.C.G.M., detto Gabo.

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“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda. E come la si ricorda, per raccontarla”.

Ho sempre letto molti libri. Romanzi, per lo più. Molti.
Nonostante abbia viaggiato attraverso le parole di decine e decine di scrittori, pochissimi di loro hanno guadagnato la mia piena e cieca fiducia e il mio affetto incondizionato.
Uno di questi ultimi si è spento poche ore fa, dopo averci lasciato migliaia di pagine di immensità.

Perciò poche righe silenziose, oggi. Non tristi, solo sommesse.
Un addio a uno degli uomini che più mi ha regalato senza che nemmeno ci conoscessimo, con l’augurio – e un buon pizzico di certezza – di non perdersi nella nebbia.

“Si perse per anfratti di nebbia, per tempi riservati all’oblio, per labirinti di delusione.” (da Cent’anni di solitudine) Continua a leggere

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Da Murakami al pesce Bob, ovvero, come sopravvivere all’immobilità

downloadQualche settimana fa, raggiunto il grado 7.8 della scala decimale di rilassatezza che va dal panda gigante sornione al lemure caffeinomane, tutto ciò che desideravo era poter avere il tempo di dormire quelle 76 ore di seguito per potermi ricaricare e ripartire.

Come sappiamo (e per chi non lo sapesse, basta dare un occhio qui), il destino ha voluto che una sorta di vacanza me la prendessi forzatamente. Ora, potremmo pensare che, nella disgrazia, tutto ciò rappresenti una meravigliosa occasione per riposarsi, rilassarsi e dedicarsi ai propri passatempi preferiti.

Ecco, no. Continua a leggere