Latitanze e ritorni

foto-7Cercavo giri di parole con scuse intrinseche, ma la verità è una, sola e indiscutibile.

Ho latitato.

A Milano è sbocciata una timida primavera che ho guardato perlopiù dalla finestra, tranne che per una fulminea incursione a Santa Maria delle Grazie giovedì e un’uscita pomeridiana, venerdì. Un’uscita calcolata male, questa. Ma male male.
Però il dio del gelato mi ha guidato fuori di casa senza che io potessi opporvi resistenza, in una giornata in cui le scuole erano chiuse e i bambini, travestiti con costumi più o meno apprezzabili, impazzivano per le strade, urlando, correndo e lanciando coriandoli come fossero bombe a mano.
Ne sono uscita (velocemente) indenne.

Poi è arrivato l’8 marzo.

Continua a leggere