Bilanci e resoconti a otto settimane

foto-8Ho trascorso il mio ennesimo venerdì sera tra il divano e il letto e mi appresto a farlo anche per questo sabato.
A quest’ora, domani, saranno passate otto settimane esatte. Capirete bene che tentare di salvarsi dal fare la muffa, pur essendo essenziale, non è un compito facile.
Lo svezzamento (verso il quale ho troppo spesso un atteggiamento troppo ottimista) mi fa vivere ancora parecchie ore a guardare il soffitto, soprattutto la sera. Insomma, ancora oggi ho tutto il tempo del mondo per elucubrare sull’universo e sullo stato del mio fisico.

Punto della situazione dal giorno che fu a oggi: Continua a leggere

Domenica è sempre domenica, tranne che per la sfiga.

primav copiaStamattina mi sono svegliata nella mia camera. Quella della me adulta indipendente, non la me liceale arrabbiata.
Abito in un condominio senza infamia e senza lode, se non fosse che il mio appartamento, che occupa una piccola parte dell’ultimo piano, gode di una vista privilegiata in questa Milano.
Le tende bianche, le pareti grigie, inondate di luce mi hanno finalmente dato il buongiorno, dopo una cinquantina di giorni.
Mi sono alzata allegra, quasi sgargiante come qualche giorno fa, tanto da avere un’intera discografia di solomusicaitaliana sulla domenica prodotta nei primi decenni della seconda metà dell’altro secolo.

Buooona domenicaaa…

Venditti canta nella mia testa e apro le finestre in questa giornata che sembra maggio. Il sole inonda ogni angolo della stanza, della casa.

Che bello la – domeeenicaa, sei giorni sono lunnnghi da passsareContinua a leggere

Svezzamenti over 25

foto-minion-dave-en-gru-2,-mi-villano-favorito-807Stamattina mi sono svegliata sgargiante (per citare l’infermiera rock’n’roll mentre descriveva la mia camminata a 4 giorni dall’intervento).

Mi son preparata allegra, mi sono seduta in macchina fiduciosa, ho aspettato millenni per pagare il ticket prima e per la visita dopo canticchiando.

Il dottore nichilista ha guardato lastre, fatto misurazioni, tastato ferite.
Dopo un lapidario “Potevano metterle un po’ meglio ‘ste viti” che mi ha fatto perdere 95 anni di vita, ha stabilito che, sì, va tutto bene, senza dimenticarci che la situazione potrebbe pur sempre precipitare da un momento all’altro senza preavviso, e che posso iniziare lo “svezzamento” (cit.) dal mio amico corsetto C-35.

Sono uscita ancora più sgargiante e sono andata a lavorare.
La mia fiducia nei confronti del mio corpo, che reputavo un buono e fidato amico, mi ha fatto abbandonare il corsetto per un po’ di tempo. Forse un po’ troppo.

Continua a leggere

Latitanze e ritorni

foto-7Cercavo giri di parole con scuse intrinseche, ma la verità è una, sola e indiscutibile.

Ho latitato.

A Milano è sbocciata una timida primavera che ho guardato perlopiù dalla finestra, tranne che per una fulminea incursione a Santa Maria delle Grazie giovedì e un’uscita pomeridiana, venerdì. Un’uscita calcolata male, questa. Ma male male.
Però il dio del gelato mi ha guidato fuori di casa senza che io potessi opporvi resistenza, in una giornata in cui le scuole erano chiuse e i bambini, travestiti con costumi più o meno apprezzabili, impazzivano per le strade, urlando, correndo e lanciando coriandoli come fossero bombe a mano.
Ne sono uscita (velocemente) indenne.

Poi è arrivato l’8 marzo.

Continua a leggere

Chiacchiere, tortelli e pancakes

cake copiaLucidate le trombette e preparate le stelle filanti… Ecco a voi il martedì più grasso dell’anno!
Gran parte del mondo e la maggior parte d’Italia si prepara oggi a festeggiare il Carnevale, non solo sfoderando costumi e accessori più o meno belli, e soprattutto più o meno lesivi della propria dignità, ma anche ingurgitando una percentuale di zuccheri in grado di far ballare il can can anche alla glicemia più quieta e tranquilla, sotto forma di chiacchiere, tortelli, e via andare.

Da queste parti, però, ancora siamo in attesa. Continua a leggere

Aspettando gli Oscar: The Oscars Horror Pictures Show a.k.a. gente che l’è cunscià mal a spasso sul red carpet

article-1256022-08970A97000005DC-995_468x309Rullo di tamburi, Signori.
È arrivato il 2 marzo 2014. Tra poche ore scopriremo se a sto giro Leonardo Di Caprio ce la farà a tenere fra le mani la statuetta raffigurante il caro zio Oscar o se farà la fine di Pietro Tosi, che dopo aver sfiorato per cinque volte la conquista del premio per i suoi costumi, stasera verrà premiato con una statuetta onoraria alla carriera.

La maggior parte di noi è ansiosa di sapere a chi verranno consegnati gli agognati premi, ma siamo onesti, in molti siamo pronti anche a vedere cosa ci riserveranno quelle icone di stile che popolano le colline intorno a Los Angeles.
Già me le vedo in questo momento: trucco, parrucco e prove della mise che le accompagnerà sul red carpet.
Spesso le icone di stile perdono il consulente d’immagine la bussola e ci offrono outfit capaci di far nascere un brivido che, dalla base della nuca, ci scivola veloce lungo la schiena. Continua a leggere

#100HappyDays

fotoConfessione del giovedì: tra le categorie che racchiudono i passatempi di questo periodo, ve n’è una che non posso dire che si classifichi prima alle olimpiadi dei passatempi per dignità o utilità o arricchimento dell’animo umano.
Per la prima volta dal 2008 –con esclusione dei mesi in cui lavorai come social media manager – mi ritrovo ad accedere alla home di Facebook con un ritmo che si avvicina di molto a quello cardiaco. Di un cuore tachicardico. Continua a leggere