Giovane dentro

Rock-onBreve antefatto.

Da quando vivo in una casa tutta mia ho preso in adozione un carrellino per la spesa.
Due ruote, sacca verde bosco.
Fu un regalo di mia mamma a mia nonna, che lo usò pochissimo perché “‘sta cosa da vecchi non è proprio il caso di usarla, poi cosa penserà la gente”.
Io ne andavo fiera.
Ultimamente era divenuto un mezzo di primo sostentamento, dato che ancora non posso sollevare pesi superiori ai 4-5 chili (e già, signori, è una gran conquista).
La settimana scorsa, la catastrofe. Mia madre, tirando fuori dal baule della macchina il mio fedele compagno riempito di cibarie, lo ha, inavvertitamente, rotto in modo irreparabile. Continua a leggere

Il ronzio

foto copiaMolti forse (a ragione) non apprezzeranno, ma le descrizioni verbali, a volte non bastano come premesse. Questa foto è la mia premessa, oggi.
Questo è la mia schiena, dal di dentro. Con tutte le sue app installate su misura il 30 gennaio scorso.
Sono queste immagini le responsabili di una delle epifanie più travolgenti della mia vita.

Mi dicono che son nervosa. A dir la verità, me lo dico pure da sola.
Basta un attimo e passo dall’essere uno scimpanzé neonato e mattacchione alla ferocia di un Rottweiler affamato e gettato in un’arena da combattimento.
Un attimo, proprio.

Il fatto è che, esattamente al centro del mio corpo, in corrispondenza dell’incrocio dei punti medi di altezza, larghezza e profondità ho un dolore difficile da rendere a chi, dentro la mia schiena e il mio cervello, non ha occasione di passare.

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Bilanci e resoconti a otto settimane

foto-8Ho trascorso il mio ennesimo venerdì sera tra il divano e il letto e mi appresto a farlo anche per questo sabato.
A quest’ora, domani, saranno passate otto settimane esatte. Capirete bene che tentare di salvarsi dal fare la muffa, pur essendo essenziale, non è un compito facile.
Lo svezzamento (verso il quale ho troppo spesso un atteggiamento troppo ottimista) mi fa vivere ancora parecchie ore a guardare il soffitto, soprattutto la sera. Insomma, ancora oggi ho tutto il tempo del mondo per elucubrare sull’universo e sullo stato del mio fisico.

Punto della situazione dal giorno che fu a oggi: Continua a leggere

Svezzamenti over 25

foto-minion-dave-en-gru-2,-mi-villano-favorito-807Stamattina mi sono svegliata sgargiante (per citare l’infermiera rock’n’roll mentre descriveva la mia camminata a 4 giorni dall’intervento).

Mi son preparata allegra, mi sono seduta in macchina fiduciosa, ho aspettato millenni per pagare il ticket prima e per la visita dopo canticchiando.

Il dottore nichilista ha guardato lastre, fatto misurazioni, tastato ferite.
Dopo un lapidario “Potevano metterle un po’ meglio ‘ste viti” che mi ha fatto perdere 95 anni di vita, ha stabilito che, sì, va tutto bene, senza dimenticarci che la situazione potrebbe pur sempre precipitare da un momento all’altro senza preavviso, e che posso iniziare lo “svezzamento” (cit.) dal mio amico corsetto C-35.

Sono uscita ancora più sgargiante e sono andata a lavorare.
La mia fiducia nei confronti del mio corpo, che reputavo un buono e fidato amico, mi ha fatto abbandonare il corsetto per un po’ di tempo. Forse un po’ troppo.

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Epifanie

ImageA una decina di giorni dall’uscita dall’ospedale, con la benedizione dei neurochirurghi, mia zia mi tolse delicatamente il cerotto a protezione della ferita, con uno strappo che manco la ceretta all’inguine.
Facendomi due conti (evidentemente senza l’oste), mi ero preparata a un’incisione di circa 6 o 7 centimetri.
No. Non sono sei. Non sono dieci.
Sono diciassette. Di-cias-set-te. Misurati.
Per molti giorni ho inconsciamente e erroneamente maturato astio verso una cicatrice che reputavo esagerata.

Fino ad oggi. Continua a leggere